MERCATI STORICI

04Giu

Esperienza imperdibile: fare un giro in uno dei mercati di Palermo. Qui il tempo si è veramente fermato ed ha conservato il fascino di una cultura che ha lasciato segni inconfondibili.

Frutta e verdura cresciuta in una terra baciata dal sole tutto l’anno, profumi genuini e sapori di una volta, come quelli di panini farciti con le melanzane fritte, crocchette, panelle e sfincione. Girate per il mercato senza meta, fate una foto al “vridumaro” (verduriere) o al “carnezziere” (macellaio).

Per fare questo tuffo nel passato potete scegliere tra la Vucciria (tra Via Roma e Corso Vittorio Emanuele all’altezza dei Quattro Canti), il vicino mercato de Il Capo (lungo via Carini e via Beati Paoli), il caratteristico Ballarò (vicino alla Stazione Centrale, da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta S. Agata) e Borgo Vecchio (vicino al porto, in corso Scinà, tra piazza Sturzo e piazza Ucciardone) aperto tutta la notte, luogo di ritrovo per gli amanti delle ore piccole.

Quattro luoghi da non perdere per rivivere una Palermo antica, che non perde mai il suo fascino.

PALAZZO DEI NORMANNI

04Giu

Il Palazzo dei Normanni, conosciuto anche come Palazzo Reale, è uno dei principali monumenti cittadini. La fortificazione eretta dagli arabi nel IX sec. fu trasformata e ampliata dai Normanni che ne fecero il centro del loro potere. Quella di Ruggero II era una reggia ricca e sontuosa come dimostrano gli appartamenti reali abbelliti da mosaici raffiguranti scene di caccia (XII sec.) e la cappella Palatina, la chiesa della famiglia reale decorata con splendidi mosaici bizantini, considerati tra i più belli di tutta la Sicilia, e con il meraviglioso soffitto ligneo a stalattiti.

Dopo una fase di oblio, il Palazzo tornò nuovamente a splendere nel XVI sec. quando i viceré spagnoli lo scelsero come loro residenza. Durante quegli anni furono abbattute le torri di epoca normanna (ad eccezione della superstite torre Pisana), furono aggiunti due grandi cortili interni e ulteriori sale di rappresentanza, tra cui la Sala d’Ercole che prende il nome dagli affreschi realizzati dal Velasquez che rappresentano le dodici fatiche dell’eroe greco. Dal 1947 il maestoso Palazzo ospita l’Assemblea Regionale Siciliana.

QUATTRO CANTI

04Giu

I Quattro Canti rappresentano il vero centro di Palermo. Si tratta di una piazza di forma ottagonale, Piazza Vagliena, formata dall’incrocio di Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda. Ai 4 lati vi sono posti 4 edifici coronati da statue, fontane e colonne, che rappresentano 4 quartieri di Palermo: Albergheria, Capo, La Loggia, Kalsa. Al centro di ognuno di questi edifici si trovano le 4 statue che rappresentano quelle che un tempo erano le sante patrone della città: Cristina, Ninfa, Oliva e Agata.

CHIESA DELLA MARTORANA

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Edificata nel 1143 per volere di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio è anche conosciuta come della “Martorana” in quanto nel 1433 fu ceduta dal re Alfonso d’Aragona alle monache benedettine del vicino convento fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana. Malgrado le trasformazioni operate nel XVI e XVII secolo (la facciata barocca ne è un esempio), questo affascinante edificio sacro conserva l’originario stile arabo–normanno come dimostrano il corpo squadrato dello stesso sormontato da una cupoletta emisferica, e il bel campanile aperto da arcate e tre ordini di grandi bifore. L’interno della chiesa presenta nella parte alta delle pareti, nei sottarchi e nella cupola magnifici mosaici bizantini considerati i più antichi della Sicilia. Punto centrale di tutta la decorazione musiva è l’immagine di Cristo Pantocratore circondata da arcangeli, apostoli, santi e profeti. Completano il ciclo i mosaici con la Natività di Gesù, il Transito di Maria, l’Annunciazione e la Presentazione al Tempio.

LA CATTEDRALE

04Giu

Era il 1185 quando venne completata la costruzione della Cattedrale di Palermo, un immenso edificio religioso consacrato alla Vergine Assunta che sorge sul sito occupato precedentemente da una basilica cristiana (604) trasformata dai Saraceni in moschea (831) successivamente (ri)convertita al culto cristiano dai Normanni (1072).

La facciata principale compresa tra due torrette presenta un ampio portico quattrocentesco in stile gotico catalano, la cupola è tardo barocca mentre la parte più antica è rappresentata dall’abside con splendide decorazioni arabo – normanne. L’interno ricostruito su progetto di Ferdinando Fuga nel XIX sec. in stile neoclassico è a croce latina a tre navate ed accoglie le spoglie dei reali di Sicilia, tra cui Federico II e Ruggero II, e quelle di Santa Rosalia, patrona cittadina. Nelle stanze del Tesoro è possibile ammirare la tiara d’oro della Regina Costanza d’Aragona, insieme ad altri oggetti preziosi rinvenuti nei sepolcri reali.

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